Esponente del cattolicesimo sociale valdostano, cresciuto in Azione Cattolica. Di professione notaio, morì prigioniero dei fascisti che si opponevano al suo progetto di autonomia della regione Valle d’Aosta, poi accolto a pieno titolo nell’ordinamento della Repubblica Italiana.
Émile Chanoux con l’amico Girolamo Guichardaz.
Studente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino, il 29 novembre 1927 si laurea con una tesi sul tema Delle minoranze etniche nel Diritto Internazionale. Nello stesso tempo, compie il servizio militare a Bra, che termina il 15 marzo 1927.I suoi impegni non gli impediscono di dedicarsi alla causa del regionalismo e alla difesa della lingua francese in Valle d’Aosta e delle scuole di villaggio contro gli assalti del governo liberale prima, fascista poi. Fa parte, infatti, della « Ligue Valdôtaine pour la protection de la langue française dans la Vallée d’Aoste », che abbandona a causa di contrasti irrimediabili con il suo presidente, Anselme Réan, che aveva appoggiato, nel 1924, la « Lista Nazionale » e la politica di Mussolini, di cui Chanoux denunzia da subito la vocazione liberticida.
Medaglia d’oro al valore militare di Émile Chanoux.
Repressa dagli organi del regime, « La Jeune Vallée d’Aoste » deve riunirsi clandestinamente, la casa stessa di Chanoux viene perquisita. Dopo la firma del Concordato nel 1929 tra l’Italia e la Santa Sede, la repressione aumenta. Nel 1932, il comando generale della « Milizia volontaria per la sicurezza nazionale », l’organo creato per reprimere qualsiasi forma di opposizione al regime fascista, denunzia al ministero degli Interni l’attività del gruppo.
Nel 1932 sposa Marie-Céleste Perruchon, da cui ha cinque figli, uno dei quali deceduto in tenera età. Nel 1939 egli è richiamato sotto le armi e, a seguito della guerra dell’Italia alla Francia del giugno del 1940, fa parte della commissione d’armistizio a Chambéry. Qui, prende contatto con l’ « Armée secrète » che sostiene la Resistenza francese e l’opposizione al fascismo.
Joseph-Marie Trèves.
Deceduto l’abbé Joseph-Marie Trèves nel giugno del 1941, Chanoux ne raccoglie l’eredità politica e dà il suo apporto fondamentale in occasione delle riunioni clandestine dei membri della «Jeune Vallée d’Aoste» che si opponevano al fascismo ed al nazismo e che rappresentavano, in quel momento, il nucleo del «Comité valdôtain de libération». In tali riunioni clandestine, egli formula i suoi progetti sulla rinascita politica, amministrativa, economica e culturale della Valle d’Aosta, che si realizzeranno se la regione godrà di una totale indipendenza o se farà parte, come cantone, di uno stato federale di tipo svizzero.
Cosciente dei rapporti tra economica e politica, Chanoux sviluppa nella sua conferenza clandestina sull’amministrazione del Pays d’Aoste le sue riflessioni sulle iniziative da prendere nel campo industriale, agricolo, scolastico e turistico; i suoi progetti saranno ripresi in una serie di articoli apparsi sul giornale diocesano Augusta Prætoria, che prende il posto della Revue diocésaine d’Aoste, a cui Chanoux pure aveva collaborato.
Lino Binel.
La riunione – per la quale Chanoux aveva redatto un documento preliminare in cui sottolineava che la libertà di lingua e di religione è alla base della salvaguardia della personalità umana – concluse i suoi lavori redigendo una Dichiarazione che fissò, in maniera molto chiara, le rivendicazioni per l’autonomia delle valli alpine. Émile Chanoux svilupperà le conclusioni della riunione di Chivasso nel suo saggio Federalismo e autonomie, pubblicato postumo nell’autunno del 1944 nella serie «Quaderni dell’Italia libera» del Partito d’Azione.
Arrestato ad Aosta il 18 maggio 1944 con Lino Binel, uno dei protagonisti della Resistenza valdostana, Émile Chanoux muore nel corso della notte a seguito delle torture inflittegli dai nazi-fascisti.
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