L’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta rappresenta quindi senz’altro un patrimonio per la comunità valdostana tutta: oltre agli archivi cartacei, sonori e fotografici, costituiti da introvabili materiali spesso depositati da privati, esso racchiude una biblioteca, con oltre 3000 opere specialistiche dedicate alla storia contemporanea, un’emeroteca e una preziosa raccolta di manifesti d’epoca. L’Istituto è frequentato da cittadini, allievi e studiosi alla ricerca di testi e di consulenze e rappresenta un punto di riferimento per le Istituzioni locali – Regione e Comuni – con cui spesso istituisce proficue collaborazioni.
L’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta rappresenta quindi senz’altro un patrimonio per la comunità valdostana tutta: oltre agli archivi cartacei, sonori e fotografici, costituiti da introvabili materiali spesso depositati da privati, esso racchiude una biblioteca, con oltre 3000 opere specialistiche dedicate alla storia contemporanea, un’emeroteca e una preziosa raccolta di manifesti d’epoca. L’Istituto è frequentato da cittadini, allievi e studiosi alla ricerca di testi e di consulenze e rappresenta un punto di riferimento per le Istituzioni locali – Regione e Comuni – con cui spesso istituisce proficue collaborazioni. L’Istituto è inoltre coinvolto in progetti interregionali, in partenariato con altre regioni italiane, francesi e svizzere.
Da oltre una decina d’anni l’attività dell’Istituto riguarda in particolare la formazione degli insegnanti e la didattica nelle classi, obiettivi che il MIUR ha riconosciuto il 4 aprile 2017 con il Protocollo d’intesa sottoscritto con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri: è stato così ribadito che gli Istituti associati alla Rete italiana sono agenzie formative che offrono e certificano formazioni in servizio per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado. Anche l’Istituto valdostano elabora quindi, per ogni anno scolastico, un programma formativo e didattico, che trova nelle date fondamentali del calendario civile (27 gennaio, 26 febbraio, 25 aprile, 2 giugno) i nodi problematici attorno ai quali proporre occasioni di approfondimento della storia locale, nella più ampia cornice della storia nazionale e internazionale.
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